Due navi Ong a Catania. Ma sbarcano solo donne e minori

Arrivata a Catania la nave Ong battente bandiera tedesca Humanity 1. Si tratta della prima prova sul tema immigrazione che ha visto impegnato il neo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Al termine dell’ispezione effettuata dalle autorità italiane sono sbarcati 144 dei 179 migranti a bordo. Sulla nave sono rimaste 35 persone, “uomini adulti, senza problemi medici”, fanno sapere dall’Ong tedesca, che protesta: “Devono scendere tutti”. E questa mattina c’è stato il via libera a entrare in porto anche per la Geo Barents di Medici senza frontiere A bordo ci sono 572 migranti, ma anche in questo caso si procederà a “valutare casi di vulnerabilità” per prestare soccorso ai fragili.

La ferma posizione dell’Italia

Dopo giorni di sosta in mare e numerosissimi appelli, alla fine alla nave è stato concesso di entrare nelle acque territoriali italiane, ma solo per soccorrere i casi più gravi. Il titolare del Viminale è stato molto chiaro su questo punto: l’Italia non nega aiuto a chi ha bisogno, ma solo a bambini, donne e soggetti fragili sarà permesso di scendere dall’imbarcazione.

Concluse le verifiche da parte delle autorità italiane e messi in sicurezza tutti coloro che ne avranno necessità, la nave Humanity e il resto dei passeggeri devono fare ritorno in acque internazionali.

Le polemiche

Una presa di posizione che ha scatenato una vera e propria levata di scudi da parte dei sostenitori dell’accoglienza e di alcuni Paesi europei, come Francia, Germania e anche Norvegia. In questi giorni abbiamo assistito a veri e propri attacchi della sinistra nei confronti del ministro Piantedosi e del governo Meloni. Termini come “persecuzione”, “dignità”, “campi libici lager” e quant’altro sono stati all’ordine del giorno.

Fra le proteste si è distinta la voce del deputato di Sinistra e Verdi Aboubarak Soumahoro, che ha chiesto una presa di posizione netta a tutti i rappresentanti della sinistra, e anche stasera ha dichiarato di essere pronto a salire a bordo della Humanity.

L’arrivo a Catania

Pur travolto da una vera e propria bufera mediatica, il ministro Matteo Piantedosi non ha ceduto, e insieme ai ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Guido Crosetto (Difesa) ha tenuto il punto.

Alla nave Humanity è stato concesso di avvinarsi alle coste italiane, per la precisione al porto di Catania, ma solo per le operazioni di verifica. Le autorità italiane hanno eseguito un’ispezione per individuare fragili, donne e minori, ai quali è stato permesso di sbarcare. 144 persone sono state fatte sbarcare. Trentacinque, invece, sono rimaste a bordo. Sono adulti e maschi. “Per ora restiamo qui e aspettiamo – fanno sapere dall’Ong -. L’umore tra i sopravvissuti è estremamente angosciato e teso. Una persona ha appena avuto un esaurimento nervoso“.

Humanity

Poco lontano dal porto di Catania, dietro uno striscione con la scritta “#portiaperti”, una trentina di attivisti ha intonato lo slogan “tutti liberi e tutte libere“, chiedendo lo sbarco immediato di tutti i naufraghi.

L’equipaggio della Humanity parla di selezione inumana e illegale: “L’ordine di lasciare il porto di Catania con gli uomini soccorsi rimasti a bordo costituirebbe un respingimento illegale. Siamo profondamente preoccupati per lo stato mentale dei 35 soccorsi ancora a bordo. Sono fuggiti dalla Libia e hanno trascorso più di due settimane in mare. Un sopravvissuto è crollato dopo l’annuncio di non poter sbarcare e ha dovuto essere evacuato da un’ambulanza. Invitiamo gli attori europei e la società civile a monitorare da vicino e ad agire contro l’ingiustizia commessa dall’Italia. Tutti i sopravvissuti a bordo del Humanity1 così come OceanViking, Geo Barents e Rise Above devono poter sbarcare ora“.

La tensione è alle stelle. L’equipaggio della Humanity ha fatto sapere che la nave non ripartirà fin quando non saranno scesi tutti. “Vorrebbero fare scendere i fragili e poi imporre al comandante di ripartire”, ha dichiarato l’avvocato della ong Alessandro Gamberini a Radio Radicale. “Ovviamente, il comandante di Humanity 1, anche su nostra indicazione, si rifiuterà e dirà che devono scendere tutti secondo le regole del diritto di asilo”.

Arrivata la Geo Barents

La nave Ong di Medici senza frontiere Geo Barents, con ben 572 persone a bordo, ha raggiunto il porto di Catania intorno alle ore 15. L’imbarcazione ha ricevuto l’autorizzazione dalle autorità italiane affinché vengano valutati i casi di vulnerabilità a bordo.

Anche in questo caso varrà l’ordinanza dei ministri Piantedosi, Salvini e Crosetto. Geo Barents non è attraccata al molo di Levante, ma, considerata la sua stazza, è stato attrezzato il molo in uso alle navi crociere.

L’equipaggio della nave Ong sta avanzando le stesse pretese della Humanity: tutti devono scendere. “Una nave non è responsabile dell’accoglienza a bordo dei sopravvissuti laddove siano possibili soluzioni alternative. Inoltre, il governo responsabile dovrebbe prendere ogni misura necessaria per far sì che i sopravvissuti restino a bordo il minor tempo possibile, secondo quanto stabilito dalle Linee Guida sul trattamento delle persone soccorse in mare“, fanno sapere da Medici senza frontiere. “Dopo aver rischiato la vita in mare per fuggire dalla Libia, 572 persone sono rimaste ostaggio di scelte politiche disumane per più di 10 giorni a bordo di una nave, invece di vedersi riconosciuto il diritto a sbarcare in un porto sicuro. Dopo tutto ciò, queste persone devono oggi anche assistere al cinico spettacolo della politica che gioca con le loro vite. Tutti coloro a bordo della Geo Barents devono poter sbarcare immediatamente, per ricevere assistenza e veder riconosciuto il loro diritto a chiedere protezione“, ha dichiarato il capo missione di Msf Juan Matias Gil.

Gli ispettori sono a bordo della nave Ong per verificare le condizioni dei passeggeri. Come da regola, donne e bambini accompagnati dalle madri saranno i primi ad essere sbarcati. Un’intera famiglia è stata fatta scendere. A seguire 3 donne incinte, 50 minori non accompagnati e 10 minori con le rispettive famiglie.


source

Lascia un commento