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Tutela su Internet

Voci Normative

L’interesse dello Stato per Internet e l’intervento del legislatore volto a regolamentare le attività telematiche e l’uso delle nuove tecnologie si sono estrinsecati, negli ultimi anni, nel varo di diverse disposizioni di legge cui il cittadino - sebbene talvolta scontrandosi con la difficile interpretazione del linguaggio normativo - può fare pronto riferimento.

In tale contesto sembra opportuno ricordare, tra gli altri:

(a) il Decreto Legislativo n. 70 del 9 aprile 2003, con il quale il legislatore ha dato attuazione in Italia alla Direttiva 2000/31/UE relativa a taluni aspetti del commercio elettronico. Attraverso tale provvedimento si sono posti a carico dei soggetti che commercializzano prodotti e/o servizi in Rete precisi obblighi di informazione nei confronti degli acquirenti e, correlativamente, riconosciuti a questi ultimi tutta una serie di diritti.

(b) il Codice dell’amministrazione digitale varato con il Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 nel quale viene, per la prima volta, riconosciuto il diritto dei cittadini all’uso delle tecnologie informatiche e telematiche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e vengono dettagliatamente disciplinate le modalità di utilizzo delle firme elettroniche e del documento informatico nonché chiariti termini e limiti della loro efficacia giuridica.

(c) il Codice Privacy, varato con il Decreto Legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, nel quale è disciplinata la materia del trattamento dei dati personali e della riservatezza, vengono riconosciuti ai cittadini tutta una serie di diritti e posti a carico dei soggetti che intendono trattare gli altrui dati personali molti obblighi.

In forza di quanto disposto dal Codice, infatti, questi ultimi devono, tra l’altro, informare - sin dal momento della raccolta - gli interessati della propria intenzione di trattare i loro dati personali e, salvo talune eccezioni esplicitamente individuate nel Codice stesso, chiedere il consenso a detto trattamento.

(d) nell’ultimo decennio, infine, il legislatore è, a più riprese, intervenuto sia sul Codice Penale sia sulla Legge sul diritto d’autore (L.633 del 22 aprile 1941) per prevedere e sanzionare nuove ipotesi di reato quali, ad esempio, l’accesso abusivo ad un sistema informatico, la diffusione di virus, la contraffazione di software e/o di opere multimediali nonché per disciplinare la circolazione dei diritti di proprietà intellettuale su nuovi generi di opere dell’ingegno quali il software, le opere multimediali, la musica e gli altri contenuti digitali ecc.