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Tutela su Internet

L'intervento della normativa a tutela del cittadino nell'utilizzo della rete

Internet nata nell’ambito di un progetto militare e cresciuta in una dimensione di ricerca universitaria è ormai, da quasi un trentennio, divenuto uno spazio nel quale interagiscono ogni giorno milioni di individui per ragioni professionali, imprenditoriali e personali, si concludono contratti e si commettono reati ed illeciti di ogni genere.

Nei primi anni di diffusione del fenomeno telematico, lo “spazio virtuale” - in ragione della sua immaterialità e dell’assenza di qualsivoglia limite geografico idoneo a ricondurlo ad una specifica potestà legislativa e regolamentare - poteva dirsi fuori dal controllo di qualsivoglia Istituzione e, ben difficilmente, le condotte che vi si consumavano potevano essere assoggettate a questa o quella disposizione di legge.

Ciò rendeva la Rete una sorta di far-west assai poco adatto allo svolgimento di affari, rapporti personali e/o attività imprenditoriali.

Ormai da anni, tuttavia, tale situazione è profondamente cambiata.

Il legislatore, infatti - compreso il ruolo strategico che Internet avrebbe potuto svolgere per lo sviluppo culturale, sociale, politico ed economico della collettività - ha progressivamente iniziato ad interessarsi della Rete, sforzandosi attraverso il varo di nuove leggi e l’estensione dell’ambito di applicabilità di quelle già esistenti di rendere la Rete un “luogo” sicuro nel quale allacciare rapporti personali e professionali, concludere contratti ed acquistare beni e servizi.

La filosofia ispiratrice di tale sviluppo della normativa che - nato in ambito comunitario, si è presto diffuso anche nei singoli Paesi dell’Unione - è stata quella di cercare di assoggettare le condotte poste in essere in Rete (relazioni personali, contratti, attività criminali) al medesimo regime giuridico applicabile alle corrispondenti condotte poste in essere in ambito tradizionale.

Allo stato, dunque, Internet è uno spazio nel quale vigono principi e regole di diritto analoghe a quelle vigenti nel mondo tradizionale con la conseguenza che ciò che è lecito nel c.d. ambiente fisico è lecito anche nel c.d. “mondo virtuale” e ciò che è illecito nel primo è illecito anche nel secondo.

E’, pertanto, importante che il cittadino e l’utente di Internet vi si muova nella consapevolezza che in Rete insidie e rischi non mancano come, peraltro, nel mondo reale ma che, in caso di necessità esiste un sistema normativo a sua tutela ed un insieme di enti ed istituzioni di diverso grado e natura cui può rivolgersi per vedere tutelati i propri diritti.