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Comunità Virtuali

Come difendersi

Uno svantaggio nell'utilizzo delle comunità virtuali è la mancanza dell’interazione fisica, da cui scaturisce la difficoltà di acquisire fiducia, elemento fondamentale nella comunicazione. I malintenzionati potrebbero sfruttare questi canali di comunicazione per intraprendere un tipico attacco informatico.

È opportuno non utilizzare il servizio per comunicare dati sensibili o personali. Ad esempio la password della propria email o il numero della propria carta di credito. I dati scambiati attraverso il servizio offerto dalle comunità virtuali possono essere ritenuti dati trasparenti, facilmente “intercettabili” da parte di utenti esterni.
Non accettare nei propri contatti personali, utenti sconosciuti e non distribuire in modo incontrollato il proprio contatto ad estranei. Persone estranee, infatti, potrebbero intraprendere azioni illecite ai danni dell'utente
Qualora il servizio preveda lo scambio di file, è opportuno accettare solo file provenenti da persone conosciute e di cui ci si fida.
È fondamentale inoltre installare un software Antivirus. Il software deve essere in grado di operare in real-time e filtrare eventuali file infetti che potrebbero essere comunque stati inviati da conoscenti fidati ma ignari di trasmettere una infezione.


Come difendersi dall’Adescamento

L’adescatore online opera attraverso diverse fasi prima di arrivare al suo obiettivo primario; è quindi opportuno capire quali sono le principali modalità di adescamento per poter ostacolare il loro obiettivo. Nella maggior parte dei casi l’adescatore inizia con l’instaurare un rapporto amichevole e confidenziale con il minore, giungendo alla richiesta di una sua foto per accettarsi della vera età.
Una prima precauzione consiste nell’evitare in ogni caso di inviare foto personali a perfetti sconosciuti che fingono amicizia per secondi scopi. Da qui, l'adulto passa ad una fase successiva impegnando il minore in discussioni riguardanti la vita privata, le questioni familiari, la scuola, insomma fa di tutto per divenire il "miglior amico" della vittima, fino ad arrivare a conversazioni dal tema sessuale, scambio di materiale pornografico e finalmente ad un incontro reale.È importante far capire ai ragazzi il rischio e la pericolosità cui si va incontro , l’importanza di non rivelare in rete la loro identità ed altre informazioni riservate (numero di telefono, indirizzo dell'abitazione o anche della scuola frequentata), inducendoli ad un comportamento prudente.
Una possibilità è quella di affiancare il minore per una navigazione sicura, cercando di capire quali sono i lori interessi e magari consigliarli opportunamente oppure, utilizzare dei servizi più efficaci in cui è prevista la sorveglianza da parte di un operatore reale: quando il minore richiede l’accesso ad un sito non presente nella lista di quelli consigliati, l’operatore ne valuta il contenuto, decidendo se permetterne l’accesso o meno.


Come difendersi dal Bullismo

Per difendersi dal bullismo occorre:

  1. Conoscerlo e sapere di cosa si sta parlando;
  2. Dare il giusto valore ai comportamenti prepotenti. Ricorrere ad indagini per rilevarne la diffusione e portare così allo scoperto le situazioni nascoste;
  3. Creare un clima sicuro in cui si possa stimolare i ragazzi a raccontare all’adulto ciò che accade, fare chiarezza sui fatti e combattere insieme il fenomeno;
  4. Intervenire nei singoli episodi per fare in modo di fermare l’aggressione e successivamente cercare di capire cosa è successo, quali sono i fattori e le cause scatenanti;
  5. Supportare le vittime. In ogni situazione di bullismo la vittima è la persona che ha più bisogno di aiuto immediato. Spesso a subire le prepotenze sono ragazzi isolati, con pochi amici, introversi.