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Intervista a Corrado Giustozzi

Corrado Giustozzi  

Giornalista scientifico ed esperto di sicurezza informatica.
Docente dei Master Universitari in "Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche" e "Gestione della sicurezza informatica" del Dipartimento di Informatica dell'Università di Roma "La Sapienza.

Cosa pensi dell’evoluzione di Internet come tecnologia?

Internet con tutto quello che c’è intorno …cellulari, chat oramai è una grande rete e uno strumento eccezionale.

Quando io ero piccolo ovviamente non c’era la telematica, non c’era il modem forse faccio un po’ il dinosauro ..mi ricordo i tempi in cui c’erano i primi modem e conquistavamo con fatica l’accesso ai sistemi.
 
Oggi è tutto più facile più veloce, forse anche troppo. 

Chi ha conosciuto la tecnologia da quando è nata, sicuramente ha imparato ad apprezzarne i vantaggi ma anche i difetti, a conoscerli e quindi la sa usare meglio.

Oggi chi si trova di fronte delle tecnologie così sofisticate ma così facili da usare pensa che sia tutto facile, che sia tutto senza rischi, senza problemi, questo non è vero come non è vero per qualsiasi cosa nella nostra società.

C’è però un fatto, che nessuno spiega ai ragazzi da piccoli come adoperare questi oggetti.

Le mamme spiegano ai piccoli come attraversare la strada senza farsi uccidere dalle macchine, spiegano ai bambini che non bisogna lasciare la merendina incustodita perché qualcuno gliela porta via, così quando si diventa ragazzi si è in qualche modo vaccinati contro i rischi della società.

Le mamme oggi non spiegano come si va su internet, come si va in chat, come si usano le carte di credito o i servizi, cosa bisogna fare, di chi fidarsi , di chi non fidarsi, quali sono i problemi, quali sono i rischi, non glielo spiegano ai bambini perché non lo sanno nemmeno loro, non glielo spiega la scuola quindi i ragazzi di oggi crescono con una padronanza straordinaria del mezzo ma una ingenuità spaventosa che li porta spesso a fare delle cose molto molto pericolose.
 
  
Cosa comporta l’interazione del fattore macchina nel rapporto umano?
 

Uno dei problemi dell’interazione sociale tra persone utilizzando i mezzi tecnologici è che la mediazione delle macchine degli strumenti tecnologici cambia in qualche modo le regole del gioco sul piano psicologico.

Interagire con qualcuno in chat non è lo stesso che interagire con uno in persona interagire con un avatar in un gioco di ruolo on line non è la stessa cosa che interagire in chat o interagire di persona.

Le regole sono diverse e il modo di comportarsi delle persone è diverso.

La mediazione tecnologica altera sia la percezione della realtà che il modo che ognuno di noi ha di porsi nei confronti degli altri.

Questo è un fenomeno noto quando si parla di crimini informatici, spesso sono cose abbastanza semplici o sono definite crimini dalla legge ma non sono percepite come crimini dalle persone proprio perché sembra quasi che utilizzando le macchine, i computer, le reti non si stia commettendo un crimine per davvero.

Una persona che non è già un criminale difficilmente riuscirebbe a frugare nella tasca di un suo collega prendere documenti o soldi nel portafoglio di persona perché, se non è portato a fare certe cose, ha un freno inibitorio che glielo impedisce…la paura di essere scoperto o se entra qualcuno, l’imbarazzo.

Fare l’equivalente di una azione del genere su internet attutisce in realtà questo senso di colpa o anche il senso stesso di star commettendo qualcosa di illecito e quindi fa si che le persone spesso facciano delle cose che dal vivo non farebbero. Di questo bisogna tenerne conto.

Chi si incontra in chat, chi si incontra in un gioco di ruolo non è necessariamente quello che dice si essere.

Molti si creano dei personaggi che sono completamente l’opposto di quello che loro sono nella vita reale  e si pongono nei confronti degli altri in modi che probabilmente dal vivo non farebbero.

Attenzione, non è sempre la cosa sbagliata, non è che ci sono sempre i lupi cattivi che si travestono da agnellini, a volte succede anche il contrario.

L’importante è saperlo… le regole del gioco nel mondo virtuale sono diverse.

Il problema è che ciò spesso non si percepisce quindi bisogna capire che tutto è finzione e nessuno è davvero quello che dice di essere o almeno non fino in fondo.