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Intervista ad Elvira D'Amato

Elvira D’Amato
Vice Questore Aggiunto, Funzionario del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni addetto al Coordinamento operativo delle indagini di Pedofilia in Rete – Ministero dell’Interno

Di cosa si occupa la polizia postale?

Chi di voi non conosce la polizia postale sappiate che si occupa della tutela dei minori sulla rete fin dal 1998, anno nel quale l’Italia ha coniato una legge molto importante. 

Internet è uno strumento orami entrato nelle case di tutti. I ragazzi e le famiglie e gli insegnanti sono tutti coinvolti in questa vita nel virtuale che può poi avere dei riflessi nella vita reale. E’ chiaro che anche la polizia di stato doveva darsi uno strumento e una istituzione specializzata preposta alla tutela delle famiglie e dei minori per quanto riguarda la navigazione sulla rete.


Come viene gestita una richiesta d’aiuto?

E’ capitato spesso nelle nostre investigazioni che sono stati dei ragazzi adescati o che hanno subito dei tentativi di adescamento a segnalarcelo e da lì è partita la pista investigativa. Nel senso che abbiamo avuto dai ragazzi le giuste informazioni e quale è stato il comportamento dei soggetti che volevano adescarli e li abbiamo per così dire inseguiti.

Ci siamo immedesimati proprio nel profilo di un adolescente, di un ragazzo e abbiamo cominciato ad interagire con il pedofilo che tentava di adescare i nostri amici.

Da lì abbiamo scoperto i loro comportamenti, la loro rete organizzativa e siamo risaliti ad altre vittime e questa volta le vittime non erano solo italiane ma erano bambini della Thailandia, della Cambogia, indiani anche americani, canadesi e quindi l’utilità della segnalazione fornitaci dai ragazzi che potevano essere ulteriori vittime ci è servita per salvare altri ragazzi. Attraverso la rete quindi chiunque può incontrare chiunque ma è importante per i ragazzi sapere che non si è soli durante la navigazione e nemmeno dopo.

Se abbiamo un dubbio durante la navigazione, a chi possiamo rivolgerci?

Può essere interessante fare degli incontri e condividere delle esperienze ma bisogna adottare delle cautele e soprattutto se insorgono dubbi o perplessità su chi si è incontrato e su quale esperienza si è condivisa in rete dobbiamo sapere che esistono delle istituzioni preposte alla nostra tutela; quindi parlare con i genitori, amici insegnanti con molta semplicità di qualsiasi dubbio o perplessità sia insorto durante la navigazione è importante. Ma è importante sapere che se succede qualsiasi cosa o inconveniente la polizia postale può soccorrervi anche per quanto concerne dei dubbi che voi avete incontrato. 

Soprattutto esiste anche per darvi dei consigli utili per quanto riguarda le tecnologie.

Quale è il rapporto delle giovani generazioni con la rete? Come aiutare il ragazzo nel vivere al meglio questo rapporto?

Le generazioni dei giovani dei ragazzi e adolescenti vivono come pane quotidiano l’uso delle tecnologie probabilmente.  Questo pone un po’ in difetto insegnanti e genitori che invece appartengono a generazioni non così tecnologizzate.

Questo però non deve costituire un gap che impedisca il dialogo tra le generazioni e soprattutto è possibile parlare insieme dei rischi che l’uso della tecnologia, soprattutto se prolungato ed eccessivo, può comportare.

Ad esempio ricordo ai ragazzi, siccome oggi si può navigare in internet dal proprio cellulare, che sono aumentati i rischi di fare brutti incontri.

Attraverso il cellulare il ragazzo può essere contattato dal malintenzionato sia per ricevere immagini sia i propri dati personali come il numero di telefono, dove abita il ragazzo…. per poi giocare brutti scherzi.

Questo deve essere tenuto presente ma c’è rimedio: parlarne con i compagni, genitori, insegnanti non è una tragedia, non è così rischioso mettersi a nudo e raccontare se è capitato un brutto incontro sulla rete.

In particolare nella nostra esperienza ci sono stati molti casi di minori adescati attraverso il cellulare.

In realtà il pedofilo non fa altro che far leva sulla vostra curiosità, sul vostro desiderio di nuovi incontri o anche in taluni casi su vuoti affettivi. 

Può capitare nella vita di avere qualche crisi esistenziale, qualche problema in più e vedere tutto nero, in quel caso attenzione con l’uso della tecnologia perché c’è sempre dietro l’angolo qualcuno capace di approfittarne.

 
Come evitare di cadere nelle trappole della rete?

Vorrei rivolgermi ai ragazzi: sappiate che chiunque nella rete vi propone cose fantastiche e bellissime e vi impone, su quello che riguarda il vostro rapporto, il silenzio, l’omertà, vi raccomanda di non raccontarlo a nessuno probabilmente c’è là l’inghippo.

Il pedofilo on line cerca di blandirvi con qualsiasi coccola, cerca di darvi tutto quello che a voi sembra che vi manchi, che non vi possa dare nessuno né i vostri genitori, né i vostri fratelli né i vostri amici.
In realtà attenzione: dietro tanti annunci “vuoi fare la modella” si cela effettivamente qualcosa di più losco perché cominceranno a chiedere le vostre cose, le vostre immagini in un primo momento innocenti e poi magari non più così, vi chiederanno piano piano altro …delle pose magari anche erotiche, vi chiederanno di scimmiottare le veline, le dive del cinema e piano piano vi chiederanno altre cose. 

Arriveranno a chiedervi il numero di telefono, dove abitate e magari di incontrarvi.

Quindi non cadete nelle trappole, le cose belle appartengono molto di più alla vostra cerchia degli amici e alla vostra vita reale.

Come evitare di cadere nell’isolamento di Internet?

Spesso nella navigazione nel web si è soli con il proprio mouse davanti al proprio video e si incontra il mondo i pericoli sono tanti e le curiosità da appagare ancora di più e quindi l’unico consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è di non avere mai paura, mai paura anche a rappresentare a se stessi al proprio compagno, al genitore e agli insegnanti qualsiasi dubbio possa insorgere, degli incontri che si sono fatti in rete o delle domande strane che abbiamo ricevuto nella nostra navigazione. 

E’ importante tener presente che c’è tutto un mondo attivato, una filiera virtuosa che vi protegge e quindi non abbiate nessun timore di rappresentare ogni vostra perplessità ma soprattutto imparate a difendervi da soli.

Voi siete bravissimi ad utilizzare le tecnologie molto più di me, dei vostri genitori, di tutti coloro che appartengono alla nostra generazione che non è certo una generazione tecnologizzata, voi potreste insegnarci come usare il computer anzi questa potrebbe essere una idea per portarvi nei nostri uffici talvolta, scherzo, l’importante è che voi sappiate che potete difendervi da soli e nel fare questo potete anche contemplare appunto di chiedere consigli .

Difendersi da soli significa conoscere in primo luogo quali sono i problemi della rete quali sono i rischi della rete, cosa pensano di voi i pedofili, gli adescatori e cosa vogliono da voi e poi prendere questa patente vaccinati e navigare in assoluta libertà.